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Ostetricia
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Lmwcg'mwcwostetricia è una branca della mwdascienza medica che si occupa dell'assistenza alla donna durante la mwdqgravidanza, il mwdgparto e il mwdwpuerperio.cite-ref-1[1] Essa studia le normali modificazioni che avvengono all'interno del corpo femminile durante i nove mesi della gravidanza, durante le fasi del parto e durante il puerperio, l'immediato periodo dopo il parto. Si occupa inoltre di tutte le condizioni patologiche che possono insorgere a carico della madre e del sistema feto-placentare.

L'ostetricia si avvale fondamentalmente di due figure professionali: il mwfqmedico specializzato in “mwfgginecologia e ostetricia” e la figura professionale dell'mwfwostetrica, professionista specializzata nell'assistenza alla donna prima, durante e immediatamente dopo il parto.

Non è una divisione netta: una donna può farsi seguire da un mwgqginecologo/a (l'mwggOMS consiglia una visita a trimestre) e anche da un mwgwostetrico/a.

Contents

Storia
Note

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Storia

L'ostetricia è tradizionalmente definita come "la specialità chirurgica che si occupa della cura della donna e del bambino durante la mwiagravidanza, il mwiqparto e il mwigpuerperio (guarigione)".

Parto ed ostetricia nell'mwjaantichità classicacite-ref-2[2] furono studiati da alcuni medici greci e romani, tra cui il primo medico in assoluto mwkqIppocrate o il greco mwkgGaleno, i quali stabilirono i principi e le pratiche che sono sopravvissuti per secoli nella medicina occidentale. Inizialmente nel mondo antico mwkwginecologia e ostetricia venivano studiate e insegnate principalmente dalle levatrici, ma successivamente quest'area di insegnamento si estese anche ai medici accademici di entrambi i sessi i quali hanno scritto le opere che hanno posto le fondamenta per gli studi successivi su questo argomento.

Nel mondo classico non esistevano gli interventi chirurgici, per cui era necessaria un'alternativa. Nel II secolo d.C. il medico mwlqSorano di Efeso scrisse un testo sulla ginecologia in cui descrive l'occupazione della levatrice.

I ruoli della levatrice e dell'ostetrica sono ben diversi, ma si sovrappongono nella pratica medica che si concentra sulla gravidanza e sul travaglio. L'ostetricia mette in evidenza la normalità della gravidanza e del processo riproduttivo. All'inizio dell'età classica ci sono stati dei tentaviti di classificazione i vari ambiti della ricerca medica, periodo in cui i termini ginecologia e ostetricia sono entrati in uso. Esistono due volumi mwlwDe morbis muliebribus ("Sulle malattie delle donne") e mwmaDe morbis muliebribus liber II, che fanno parte del più ampio mwmqCorpus Hippocraticum, raccolta di letteratura medica tra le più ricche dell'antichità, influenzata dal primo e celebre medico mwmgIppocrate.

Nel corso del '500, il medico mwpwAmbroise Paré tentò di migliorare la situazione ostetrica pubblicando il suo libro mwqaDe generatione e fondando una scuola per ostetriche all'mwqqHôtel-Dieu di Parigi, dove veniva insegnato il "rivolgimento fetale".

Nel mwqwSeicento, cominciarono ad essere gettate le basi dell'ostetricia moderna. Prima di allora l'esercizio dell'ostetricia-ginecologia era stato riservato alle donne, alle levatrici. Un contributo venne dato dai chirurghi i quali, se la gestazione sfociava in travagli senza fine e che non prospettavano alcuna nascita, con un intervento di craniotomia o di smembramento del feto tentavano di salvare la partoriente.

L'ostetricia-ginecologia si scontrò ben presto con il pericolo dell'mwrqinfezione. I chirurghi erano sollecitati ad operare il più velocemente possibile, per ridurre al minimo il sanguinamento e il dolore operatorio data la mancanza di anestetici. In campo chirurgico l'infezione era all'ordine del giorno ed era considerata necessaria per il processo di guarigione: la suppurazione, quindi, era considerata evento favorevole (lo stesso medico greco mwrgGaleno aveva scritto mwrwpus bonum et laudabile).

La ferita creata nell'mwsqutero dal distacco della mwsgplacenta o le lacerazioni perineali costituivano porta di ingresso di un'mwswinfezione uterina diffusa, ad alto tasso di mortalità: la mwtafebbre puerperale o febbre da parto. Lo sviluppo in numero e l'organizzazione ospedaliera non aveva migliorato le condizioni delle partorienti; la febbre puerperale mieteva moltissime vittime. Rispetto alle donne che potevano permettersi il parto a casa, quelle che partorivano in ospedale correvano rischi più alti a causa delle pessime condizioni igieniche delle corsie e dell'assenza di qualsiasi regola di mwtqprofilassi.

mwtwIgnác Fülöp Semmelweis, medico ungherese, introdusse per la prima volta la disinfezione delle mani con il cloruro di calcio prima di ogni visita ginecologica, riuscendo così a ridurre enormemente la mortalità. La validità di questa pratica non fu subito presa seriamente in considerazione dal mondo medico; solo nel 1879 ne venne riconosciuto l'effettivo merito a mwuaSemmelweis.

Reparto di ostetricia

Il reparto di ostetricia è presente nella maggior parte degli ospedali di medie e grandi dimensioni ed è dedicato all'assistenza alla donna durante la mwuwgravidanza, il mwvaparto e il mwvqpuerperio, oltre che alla diagnosi e al trattamento delle principali patologie ginecologiche. Le aree ostetriche e neonatali sono generalmente integrate, al fine di garantire continuità assistenziale tra madre e neonato. È solitamente articolato in diverse unità funzionali:

• Sala parto (o mwwaarea travaglio-parto), dove si svolgono il mwwqtravaglio e il parto. L'mwwgostetrica assiste i parti fisiologici, mentre il mwwwginecologo interviene nei casi che richiedono procedure mediche o chirurgiche, come il mwxaparto cesareo. In quest'area operano anche anestesisti e personale dedicato all'assistenza neonatale, garantendo il monitoraggio continuo della madre e del bambino nelle fasi più delicate.
• Reparto maternità, destinato alla degenza delle pazienti sia prima sia dopo il parto. Accoglie donne con gravidanze fisiologiche o a rischio e assicura il monitoraggio clinico durante il ricovero, che dura generalmente alcuni giorni. Nel periodo postnatale vengono seguiti il puerperio, la ripresa della madre e l'avvio dell'mwxgallattamento, con attività di supporto, educazione sanitaria e assistenza ostetrica continuativa.
• Area neonatale (detta anche mwyanido), dedicata all'assistenza dei mwyqneonati subito dopo la nascita. Nei casi di neonati sani è spesso adottato il modello del mwygmwywrooming-in, che favorisce la permanenza con la madre; quando sono necessarie cure più intensive, i neonati vengono assistiti in strutture dedicate come la mwzaterapia intensiva neonatale, con monitoraggio e supporto specialistico.

In molte strutture il reparto comprende anche ambulatori e servizi dedicati al percorso nascita, tra cui il monitoraggio della gravidanza, la diagnosi prenatale e l'assistenza nel periodo successivo al parto, in un'ottica di continuità assistenziale.

Note

cite-note-11. citereftreccani-ostetriciamwbamwbqOstetricia, in mwbgTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-22. mwcgArcheologia classica

Bibliografia

• mwdgLivio Zanolo, Barcellona Eliana, Zacchè Gabrio, Ginecologia e ostetricia con tavole di F.H. Netter, Milano, Elsevier Masson srl, 2007, ISBN 978-88-214-2730-5.
• mweqFraticelli, Storia curiosa dell'Infettivologia, Zeneca, 1995.
• mwewmwfaMichela Taddei Saltini, La nascita in Mongolia, Istar, 1993. (Biblioteca Italiana delle Donne Bologna - D 306.089942)

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikizionario
• Wikimedia Commons

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su ostetricia

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itostetricia, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.